Discussione:
Gli arabi che non ti aspetti...
(troppo vecchio per rispondere)
Namib
2010-07-02 17:20:38 UTC
Permalink
http://milleorienti.wordpress.com/2010/06/30/se-i-deputati-leghisti-hanno-origini-arabe/

Aljarida (in arabo "il giornale") è un interessante periodico mensile free
press, realizzato a Milano e giunto al suo secondo anno di pubblicazione.
Interessante per varie ragioni: ricco di notizie sul territorio e le
dinamiche dell'immigrazione (ma sempre senza retoriche ideologiche),
informato sul dialogo culturale che intercorre fra le due sponde del
Mediterraneo, e opportunamente scritto in due lingue: italiano e arabo.

Ora Aljarida invita la cittadinanza a una festa che si terrà a Milano
venerdì 2 luglio dalle 18 a mezzanotte (in villa Pallavicini, via Meucci 3,
Naviglio Martesana) all'insegna della musica egiziana e di ottimi kebab da
gustare.

Ma la ragione per cui vi parlo di Al Jarida è anche un'altra: un articolo
intitolato "Tutto il mondo è Paese". Nell'articolo - che si può leggere sul
numero di giugno 2010 della rivista, oppure sul suo sito - si spiega l'origine
- araba in certi casi , "meridionale" in altri - dei cognomi di alcuni
deputati leghisti.

In sostanza, spiega l'articolo, quando nel 1492 i Mori vennero cacciati
dalla Spagna (Al Andalus, l'Andalusia) alcuni fuggirono nella Repubblica di
Venezia e in particolare in una città che faceva parte del suo territorio,
Brescia. Così, i cognomi di molti bresciani hanno origini arabe.

Per esempio quello dell'on. Gibelli, deputato della Lega Nord e Vice
Governatore della Regione Lombardia (foto accanto) non ha origini celtiche
bensì arabe: molti Mori fuggiti dalla Spagna si rifugiarono infatti sulle
montagne del bresciano e Gibelli deriva dalla parola araba giabali che
significa appunto "montanaro".

L'articolo su Aljarida contiene anche altre stimolanti informazioni, fra cui
una riguardante il nuovo Presidente della Regione Piemonte, il leghista
Roberto Cota: il suo cognome sembra derivare dall'arcaico albanese kota,
termine diventato un cognome molto diffuso nel meridione d'Italia e
sopratutto in Puglia e che - particolare curioso - in albanese significava
"inutile, cosa da poco".

Cosa concludere, di fronte a tali notizie di carattere storico? Questo:
trovo triste che i nostri bravi leghisti rinneghino le proprie radici arabe,
albanesi, meridionali, mediterranee. Da loro, così orgogliosi della
Tradizione, non me lo aspettavo.
Benedetto Zaccaria
2010-07-02 17:29:43 UTC
Permalink
Il Fri, 2 Jul 2010 19:20:38 +0200, "Namib" <***@alice.it> ha
scritto:


Solo un filo arabo comunista come te ( il tipico nemico interno ) puo'
titolare il thread " gli arabi che non ti aspetti".

E sei in perfetta malafede e pure fesso.

Gli arabi te li devi aspettare esattamente cosi.

Leggiti la Moschea di San Marco o la Casa dell'Islam, invece dei
giornali arabi.

Ma tu hai la vocazione del guardiano dell'harem.




Benedetto Zaccaria
amaryllide
2010-07-02 22:47:08 UTC
Permalink
On 2 Lug, 19:29, Benedetto Zaccaria <***@xxxx.com> wrote:
> Il Fri, 2 Jul 2010 19:20:38 +0200, "Namib" <***@alice.it> ha
> scritto:
>
> Solo un filo arabo comunista come te ( il tipico nemico interno ) puo'
> titolare il thread " gli arabi che non ti aspetti".
>
> E sei in perfetta malafede e pure fesso.
>
> Gli arabi te li devi aspettare esattamente cosi.
>
> Leggiti la Moschea di San Marco o la Casa dell'Islam, invece dei
> giornali arabi.
>
> Ma tu hai la vocazione del guardiano dell'harem.
>
> Benedetto Zaccaria

Bettino deve aver letto le pagine in cui si spiega che al zakar era un
famoso generale arabo...:D
Logoss
2010-07-03 12:01:44 UTC
Permalink
On Fri, 2 Jul 2010 19:20:38 +0200, "Namib" <***@alice.it> wrote:

>http://milleorienti.wordpress.com/2010/06/30/se-i-deputati-leghisti-hanno-origini-arabe/
>
>Aljarida (in arabo "il giornale") è un interessante periodico mensile free
>press, realizzato a Milano e giunto al suo secondo anno di pubblicazione.
>Interessante per varie ragioni: ricco di notizie sul territorio e le
>dinamiche dell'immigrazione (ma sempre senza retoriche ideologiche),
>informato sul dialogo culturale che intercorre fra le due sponde del
>Mediterraneo, e opportunamente scritto in due lingue: italiano e arabo.
>
>Ora Aljarida invita la cittadinanza a una festa che si terrà a Milano
>venerdì 2 luglio dalle 18 a mezzanotte (in villa Pallavicini, via Meucci 3,
>Naviglio Martesana) all'insegna della musica egiziana e di ottimi kebab da
>gustare.
>
>Ma la ragione per cui vi parlo di Al Jarida è anche un'altra: un articolo
>intitolato "Tutto il mondo è Paese". Nell'articolo - che si può leggere sul
>numero di giugno 2010 della rivista, oppure sul suo sito - si spiega l'origine
> - araba in certi casi , "meridionale" in altri - dei cognomi di alcuni
>deputati leghisti.
>
>In sostanza, spiega l'articolo, quando nel 1492 i Mori vennero cacciati
>dalla Spagna (Al Andalus, l'Andalusia) alcuni fuggirono nella Repubblica di
>Venezia e in particolare in una città che faceva parte del suo territorio,
>Brescia. Così, i cognomi di molti bresciani hanno origini arabe.
>
>Per esempio quello dell'on. Gibelli, deputato della Lega Nord e Vice
>Governatore della Regione Lombardia (foto accanto) non ha origini celtiche
>bensì arabe: molti Mori fuggiti dalla Spagna si rifugiarono infatti sulle
>montagne del bresciano e Gibelli deriva dalla parola araba giabali che
>significa appunto "montanaro".
>
>L'articolo su Aljarida contiene anche altre stimolanti informazioni, fra cui
>una riguardante il nuovo Presidente della Regione Piemonte, il leghista
>Roberto Cota: il suo cognome sembra derivare dall'arcaico albanese kota,
>termine diventato un cognome molto diffuso nel meridione d'Italia e
>sopratutto in Puglia e che - particolare curioso - in albanese significava
>"inutile, cosa da poco".
>
>Cosa concludere, di fronte a tali notizie di carattere storico? Questo:
>trovo triste che i nostri bravi leghisti rinneghino le proprie radici arabe,
>albanesi, meridionali, mediterranee. Da loro, così orgogliosi della
>Tradizione, non me lo aspettavo.

Il problema dello scontro di civiltà, iniziato e voluto dagli
arabo-islamici con la fatwa di Bin Laden pronunciata nel 1996 contro
l'America e l'Occidente, non riguarda il DNA, ma la cultura. Non è
quindi un problema di razza, ma ideologico. In particolare lo scontro
non è neppure tra islamismo e cristianità, quanto piuttosto fra
islamismo e cultura greco-romana. Quindi fra un sistema di credenze di
tipo totalitario (l'islam) e un sistema di organizzazione politica
basato su valori come la libertà, il pluralismo, la laicità e la
democrazia.
Namib
2010-07-03 12:11:10 UTC
Permalink
Logoss wrote:

> Il problema dello scontro di civiltà

Si dice "allucinazione".

Namib
Benedetto Zaccaria
2010-07-03 13:38:40 UTC
Permalink
Il Sat, 3 Jul 2010 14:11:10 +0200, "Namib" <***@alice.it> ha
scritto:


>Si dice "allucinazione".

No : si chiama traquillo delirio, il tuo.

Tranquillo in quanto assolutamente ipocrita.




Benedetto Zaccaria
Logoss
2010-07-03 18:33:55 UTC
Permalink
On Sat, 3 Jul 2010 14:11:10 +0200, "Namib" <***@alice.it> wrote:

>Logoss wrote:
>
>> Il problema dello scontro di civiltà
>
>Si dice "allucinazione".
>
>Namib

Lo scontro di civiltà non me lo sono inventato io e nemmeno è frutto
di paranoie occidentali. E' la diretta conseguenza dell'eredità
culturale del famoso teologo islamico Sayyid Qutb che è stato preso
come uno dei fondamenti del movimento dei fratelli musulmani.

Quanto alla fatwa di Bin Laden del 1996, con cui quel fanatico
dichiara guerra all'Occidente, guarda qua:
<http://www.pbs.org/newshour/terrorism/international/fatwa_1996.html>

C'è gente che continua a negare questo scontro di civiltà. Infatti,
sarebbe preferibile non avere da combattere nessuna guerra, neanche
difensiva, però non si può neanche camminare con gli occhi chiusi.
f***@delenda.net
2010-07-03 20:05:31 UTC
Permalink
Il 02/07/2010 19:20, Namib ha scritto:
> http://milleorienti.wordpress.com/2010/06/30/se-i-deputati-leghisti-hanno-origini-arabe/
>
> Aljarida (in arabo "il giornale") è un interessante periodico mensile free
> press, realizzato a Milano e giunto al suo secondo anno di pubblicazione.

Io invece dopo l'ennesima permanenza nel territorio della Serenissima ho
appena scoperto che il cognome di mio nonno materno, che era della
Valsesia, in realtà è molto più diffuso al NE che in Piemonte.

E ti dirò, quando mi hanno offerto uno spritz non mi sono messo a
barcollare come di solito succede non appena tocco dell'alcool.

Forse tutto questo ha un recondito significato che i sagaci redattori di
aljarida comprendono meglio di me...
Federico Antola
2010-07-04 07:29:58 UTC
Permalink
On 2 Lug, 19:29, Benedetto Zaccaria <***@xxxx.com> wrote:
> Il Fri, 2 Jul 2010 19:20:38 +0200, "Namib" <***@alice.it> ha
> scritto:
>
> Solo un filo arabo comunista come te ( il tipico nemico interno ) puo'
> titolare il thread " gli arabi che non ti aspetti".
>
> E sei in perfetta malafede e pure fesso.
>
> Gli arabi te li devi aspettare esattamente cosi.
>
> Leggiti la Moschea di San Marco o la Casa dell'Islam, invece dei
> giornali arabi.
>
> Ma tu hai la vocazione del guardiano dell'harem.

Senza offesa Benedetto, ma ammettendo anche che vi sia una marea
montante dell'Islam che minaccia di sommergere la nostra civiltà...
davvero pensiamo che il cristianesimo o le inutili tradizioni ci
salverebbero? Per esperienza posso dire che il consumismo occidentale
affascina i giovani islamici quanto gli oriundi europei.

Non preoccuparti quindi dell'Islam: ci pensa la mia generazione a
risolvere il problema, voi statevene tranquilli. Fra poco in Occidente
l'Islam farà la fine del cattolicesimo. ovvero, e al massimo, una
casellina da ricordare una volta l'anno per l'8*1000.
Namib
2010-07-04 07:52:47 UTC
Permalink
Federico Antola wrote:

> Fra poco in Occidente
> l'Islam farà la fine del cattolicesimo. ovvero, e al massimo, una
> casellina da ricordare una volta l'anno per l'8*1000.

Quoto. E anche in "Oriente".

Namib
Der Bildungsphilister
2010-07-04 09:46:57 UTC
Permalink
Namib ha scritto:
> Federico Antola wrote:
>
>> Fra poco in Occidente
>> l'Islam farà la fine del cattolicesimo. ovvero, e al massimo, una
>> casellina da ricordare una volta l'anno per l'8*1000.
>
> Quoto. E anche in "Oriente".
>
> Namib


Non sono mica così sicuro, ne' per l'Occidente ne' per l'Oriente.
Federico Antola
2010-07-04 11:52:43 UTC
Permalink
On 4 Lug, 11:46, Der Bildungsphilister <***@yahoo.it>
wrote:
> Namib ha scritto:
>
> > Federico Antola wrote:
>
> >> Fra poco in Occidente
> >> l'Islam far la fine del cattolicesimo. ovvero, e  al massimo, una
> >> casellina da ricordare una volta l'anno per l'8*1000.
>
> > Quoto. E anche in "Oriente".
>
> > Namib
>
> Non sono mica cos sicuro, ne' per l'Occidente ne' per l'Oriente.

il fondamentalismo è una risposta dettata dalal frustrazione: tutte le
forme di prevaricazione vanno perseguite e punite con la massima
severità, ma è importante anche ridicolizzarle: rendiamoci conto di
quanto siano ridicoli e meschini i personaggi che con preoccupazione
da remote grotte o dai bassifondi di Quetta stanno a lanciare
invettive contro il pericolo che i ragazzi si facciano sane trombate,
o possano sposare chi vogliono, andare a scuola, etc.

E' una posizione dettata dalla paura: se pensassero che il loro
modello è trionfante e di successo perchè dovrebbero avere paura? IMO
i fondamentalisti temono il nostro modello ancora di più di quanto noi
temiamo il loro. E quando parlo di "nostro" modello non parlo del
mondo occidentale e basta, ma anche di tutti quei paesi (o loro parti)
partecipi di un modello di sviluppo ragionevolmente secolarizzato

Per questo la posizione in merito degli estremisti cattolici è
particolarmente perdente: vorrebbero abbandonare un modello di società
che terrorizza l'avversario per ritornare ad un modello di ormai
scarso successo e perdente. Insomma: vorrebbero replicare la ricetta
pakistana in salsa controriformistica: non mi pare una strategia da
seguire...
Palmiro Pangloss
2010-07-04 10:00:45 UTC
Permalink
On 4 Lug, 09:52, "Namib" <***@alice.it> wrote:
> Federico Antola wrote:
> > Fra poco in Occidente
> > l'Islam farà la fine del cattolicesimo. ovvero, e  al massimo, una
> > casellina da ricordare una volta l'anno per l'8*1000.
>
> Quoto. E anche in "Oriente".

Li forse ci vorra' qualche anneto di piu'.

PP
Namib
2010-07-04 10:51:10 UTC
Permalink
Palmiro Pangloss wrote:
> On 4 Lug, 09:52, "Namib" <***@alice.it> wrote:
>> Federico Antola wrote:
>>> Fra poco in Occidente
>>> l'Islam farà la fine del cattolicesimo. ovvero, e al massimo, una
>>> casellina da ricordare una volta l'anno per l'8*1000.
>>
>> Quoto. E anche in "Oriente".
>
> Li forse ci vorra' qualche anneto di piu'.

Beh, noi partiamo da una consolidata tradizione ateistico-massonica :)

Namib
Federico Antola
2010-07-04 11:44:35 UTC
Permalink
On 4 Lug, 12:51, "Namib" <***@alice.it> wrote:

> >> Quoto. E anche in "Oriente".
>
> > Li forse ci vorra' qualche anneto di piu'.
>
> Beh, noi partiamo da una consolidata tradizione ateistico-massonica :)

Non credo che sia stato quello l'elemento decisivo. Francamente la
velocità con cui la società dei consumi ha spoazzato via tradizioni e
usanze così consolidate è a dir poco meravigliosa, fantastica.
Namib
2010-07-04 12:34:10 UTC
Permalink
Federico Antola wrote:

>> Beh, noi partiamo da una consolidata tradizione ateistico-massonica
>> :)
>
> Non credo che sia stato quello l'elemento decisivo. Francamente la
> velocità con cui la società dei consumi ha spoazzato via tradizioni e
> usanze così consolidate è a dir poco meravigliosa, fantastica.

Sei un marxista "a tua insaputa".

Namib
Federico Antola
2010-07-04 12:57:42 UTC
Permalink
On 4 Lug, 14:34, "Namib" <***@alice.it> wrote:

> > Non credo che sia stato quello l'elemento decisivo. Francamente la
> > velocità con cui la società dei consumi ha spoazzato via tradizioni e
> > usanze così consolidate è a dir poco meravigliosa, fantastica.
>
> Sei un marxista "a tua insaputa".

LOL, in ogni caso io non sto parlando di cambiamenti ebbasta (quelli
ci sono sempre stati). Faccio notare un'altra cosa: se un tempo i
cambiamenti erano lenti e prendevano secoli, le trasformazioni oggi
sono incredibilmente più veloci e i cambiamenti sociali e nella
mentalità altrettanto veloci.

In futuro le innovazioni dell'ingegneria genetica e della tecnologia
renderanno ancora più veloci i cambiamenti: credo che la società del
2050 o del 2100 sia ad oggi virtualmente inimmaginabile, neanche con
approssimazione.
amalric
2010-07-04 16:49:20 UTC
Permalink
In article
<dd3dbea3-27cb-4023-94b3-***@r27g2000yqb.googlegroups.com>,
Federico Antola <***@gmail.com> wrote:

> On 4 Lug, 14:34, "Namib" <***@alice.it> wrote:
>
> > > Non credo che sia stato quello l'elemento decisivo. Francamente la
> > > velocità con cui la società dei consumi ha spoazzato via tradizioni e
> > > usanze così consolidate Ú a dir poco meravigliosa, fantastica.
> >
> > Sei un marxista "a tua insaputa".
>
> LOL, in ogni caso io non sto parlando di cambiamenti ebbasta (quelli
> ci sono sempre stati). Faccio notare un'altra cosa: se un tempo i
> cambiamenti erano lenti e prendevano secoli, le trasformazioni oggi
> sono incredibilmente più veloci e i cambiamenti sociali e nella
> mentalità altrettanto veloci.
>
> In futuro le innovazioni dell'ingegneria genetica e della tecnologia
> renderanno ancora più veloci i cambiamenti: credo che la società del
> 2050 o del 2100 sia ad oggi virtualmente inimmaginabile, neanche con
> approssimazione.

Su', su', fa il predicozzo degli Entropiani a Namib, che mi vado a
prendere le fusaglie...

Am.
--
Oh Rome! my country! city of the soul!
The orphans of the heart must turn to thee,
Lone mother of dead empires! and control
In their shut breasts their petty misery. (Byron - Childe Harold)
amalric
2010-07-04 16:50:29 UTC
Permalink
In article <4c307fc6$0$18987$***@reader5.news.tin.it>,
"Namib" <***@alice.it> wrote:

> Federico Antola wrote:
>
> >> Beh, noi partiamo da una consolidata tradizione ateistico-massonica
> >> :)
> >
> > Non credo che sia stato quello l'elemento decisivo. Francamente la
> > velocità con cui la società dei consumi ha spoazzato via tradizioni e
> > usanze così consolidate Ú a dir poco meravigliosa, fantastica.
>
> Sei un marxista "a tua insaputa".
>
Casomai e' un Entropiano, un religioso del Futuro.

Cave Canem! :)

Am.
--
Oh Rome! my country! city of the soul!
The orphans of the heart must turn to thee,
Lone mother of dead empires! and control
In their shut breasts their petty misery. (Byron - Childe Harold)
amaryllide
2010-07-04 17:51:40 UTC
Permalink
On 4 Lug, 18:50, amalric <***@TOGLIMIalice.it> wrote:
> In article <4c307fc6$0$18987$***@reader5.news.tin.it>,
>
>  "Namib" <***@alice.it> wrote:
> > Federico Antola wrote:
>
> > >> Beh, noi partiamo da una consolidata tradizione ateistico-massonica
> > >> :)
>
> > > Non credo che sia stato quello l'elemento decisivo. Francamente la
> > > velocità con cui la società dei consumi ha spoazzato via tradizioni e
> > > usanze così consolidate è a dir poco meravigliosa, fantastica.
>
> > Sei un marxista "a tua insaputa".
>
> Casomai e' un Entropiano, un religioso del Futuro.

al contrario. Una persona che confida esclusivamente nell'avvento di
robot evidentemente non ha la minima speranza nel genere umano, tale
da ritenerlo salvabile solo se completamente alienato, non solo
economicamente (come già lo è oggi sempre di più) come da vulgata
marxiana, ma proprio fisicamente.
amaryllide
2010-07-04 15:17:01 UTC
Permalink
On 4 Lug, 13:44, Federico Antola <***@gmail.com> wrote:
> On 4 Lug, 12:51, "Namib" <***@alice.it> wrote:
>
> > >> Quoto. E anche in "Oriente".
>
> > > Li forse ci vorra' qualche anneto di piu'.
>
> > Beh, noi partiamo da una consolidata tradizione ateistico-massonica :)
>
> Non credo che sia stato quello l'elemento decisivo. Francamente la
> velocità con cui la società dei consumi ha spoazzato via tradizioni e
> usanze così consolidate è a dir poco meravigliosa, fantastica.

anche come sta spazzando via il genere umano dal pianeta terra è
meraviglioso.
Federico Antola
2010-07-04 11:41:11 UTC
Permalink
On 4 Lug, 12:00, Palmiro Pangloss <***@gmail.com> wrote:

> > > Fra poco in Occidente
> > > l'Islam farà la fine del cattolicesimo. ovvero, e  al massimo, una
> > > casellina da ricordare una volta l'anno per l'8*1000.
>
> > Quoto. E anche in "Oriente".
>
> Li forse ci vorra' qualche anneto di piu'.

LOL, è esattamente quanto ho pensato anch'io leggendo la risposta di
Namib ;-)
Logoss
2010-07-04 12:57:20 UTC
Permalink
On Sun, 4 Jul 2010 00:29:58 -0700 (PDT), Federico Antola
<***@gmail.com> wrote:

>On 2 Lug, 19:29, Benedetto Zaccaria <***@xxxx.com> wrote:
>> Il Fri, 2 Jul 2010 19:20:38 +0200, "Namib" <***@alice.it> ha
>> scritto:
>>
>> Solo un filo arabo comunista come te ( il tipico nemico interno ) puo'
>> titolare il thread " gli arabi che non ti aspetti".
>>
>> E sei in perfetta malafede e pure fesso.
>>
>> Gli arabi te li devi aspettare esattamente cosi.
>>
>> Leggiti la Moschea di San Marco o la Casa dell'Islam, invece dei
>> giornali arabi.
>>
>> Ma tu hai la vocazione del guardiano dell'harem.
>
>Senza offesa Benedetto, ma ammettendo anche che vi sia una marea
>montante dell'Islam che minaccia di sommergere la nostra civilt=E0...
>davvero pensiamo che il cristianesimo o le inutili tradizioni ci
>salverebbero? Per esperienza posso dire che il consumismo occidentale
>affascina i giovani islamici quanto gli oriundi europei.
>
>Non preoccuparti quindi dell'Islam: ci pensa la mia generazione a
>risolvere il problema, voi statevene tranquilli. Fra poco in Occidente
>l'Islam far=E0 la fine del cattolicesimo. ovvero, e al massimo, una
>casellina da ricordare una volta l'anno per l'8*1000.

Sul risultato a lungo termine (un secolo o due), sono d'accordo
anch'io, ma la transizione potrebbe avvenire più o meno pacificamente.

Il tipo di passaggio dall'Eurabia a una rinascita di un'Europa laica e
secolarizzata potrebbe dipendere dalla capacità di dialogo nostro nei
confronti dei musulmani, dalla nostra capacità di far capire e
apprezzare i valori su cui si fondano le società libere. Quanto vedo
succedere attualmente è l'esatto opposto: sono gli imam che si stanno
dando da fare per riempire il preteso "vuoto spirituale
dell'Occidente", mentre non esiste nessuna autorità che rappresenti
forme di libero pensiero. Come interpretare la libertà di cui ciascuno
dispone è lasciato alla sua discrezione, senza nemmeno un minimo di
indicazione di metodo. E qua, tanta gente si perde.

Fa parte dello scontro di civiltà anche questo confronto di valori,
nel corso del quale noi occidentali siamo assenti e subiamo senza
fiatare la cancellazione di nostri valori fondamentali quali quello
della libertà di espressione (vedi S. Rushdie, Theo van Gogh, etc.).

In ogni caso, la libertà è troppo forte. E' davvero una forza
indomabile e alla fine vincerà sul totalitarismo e sulla pretesa dello
Stato religioso di obbligare i comportamenti e la vita di ciascuno a
dei fini che hanno ben poco di religioso e molto di politico.

Ma quanto costerà questa vittoria? Perchè non la combattiamo con più
convinzione? Gli stessi immigrati ci chiedono come funzionano le ns
società, e noi che risposte diamo? Qualche parroco da la sua risposta,
ma chi parla agli immigrati delle società libere, in termini laici e
pluralistici? Nessuno. Vattimo? Per carità!!!

C'è una gran competizione di grandi coccodrilli culturali e religiosi.
Nessuno mette in guardia la gente sui cacciatori di anime che restano
esposte ed indifese di fronte alle manipolazioni ordite attraverso i
mezzi di comunicazione.
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